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Guerra Prigionia Libertà

Pubblicato in Iniziative pubbliche

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Alberto Longoni

GUERRA PRIGIONIA LIBERTÀ

Casa della Memoria ospita fino al 27 maggio 2018 una personale di Alberto Longoni. Le opere esposte, create con tecniche diverse e in contesti differenti, sono legate da un unico filo conduttore: l’esperienza della deportazione e della prigionia dell’artista.

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Inaugura il 3 maggio alle ore 18 “Alberto Longoni. Guerra prigionia libertà”, con la partecipazione di Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Maria Fratelli, Direttore Unità Case Museo e Progetti Speciali, Giuliano Banfi, Vicepresidente ANED Milano e Maurizio Guerri, curatore della mostra. L’esposizione, realizzata per Casa della Memoria, ideata e prodotta in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), con il patrocinio dell’Accademia di Brera e l’aiuto dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, vuole celebrare Alberto Longoni e ricordare la sua esperienza di deportazione e prigionia.

Pittore, scultore, incisore, illustratore, Longoni è un artista eclettico che ha saputo realizzare opere con tecniche diverse pur mantenendo sempre un tratto distintivo, asciutto ed essenziale. Ha collaborato con molte riviste e case editrici in qualità d’illustratore e sue mostre personali si sono tenute, oltre che in Italia, in Francia, Germania, Svizzera, Danimarca, Polonia e negli Stati Uniti.

La tragica esperienza della deportazione segna il suo lavoro artistico: era l’8 settembre 1943 quando, giovane arruolato in Marina, viene fatto prigioniero a Creta dai soldati tedeschi insieme ai propri compagni e deportato nei campi di concentramento in Germania. Dopo lunghi anni passati a lavorare per vari campi di prigionia Longoni riesce a tornare in Italia e, passando per alcune esperienze in impresa, a dedicarsi totalmente all’arte.

Il lavoro sicuramente più noto dell’artista milanese è il grande graffito realizzato per il Museo monumento al deportato di Carpi nel 1973: nella prima sala di questo Museo monumento si erge il disegno che occupa un’intera parete, fino al soffitto, dove si stagliano come fantasmi le silhouette di uomini, donne, bambini, figure disumanizzate dalle orbite vuote, realizzate con poche linee scure che creano nel visitatore un impatto emotivamente devastante. Di questo lavoro sono esposti, insieme a molte altre opere, gli studi preparatori.

ANED rappresenta per l’Italia tutte le deportazioni, da quella politica a quella razziale, da quella militare a quella dei cosiddetti diversi; mission dell’associazione è raccogliere, conservare, consolidare le testimonianze e la storia della deportazione ed era quindi una scelta naturale decidere di promuovere questa mostra di Alberto Longoni, cittadino milanese che ha vissuto il doloroso e tragico percorso della deportazione e che, tornato in libertà, ne è stato un testimone esemplare, con uno sguardo profondo e solidale e un segno pittorico leggero e graffiante.


ALBERTO LONGONI nasce il 24 agosto 1921 a Milano. Durante gli studi ginnasiali l’azienda paterna fallisce, il padre muore e Longoni è costretto a iniziare a lavorare. Da autodidatta si avvicina al disegno e alla pittura. Nel 1940 è arruolato in Marina, ma dopo l’8 settembre 1943 è catturato dai tedeschi e deportato in Germania come internato militare in diversi lager fino al settembre 1945. Durante questo periodo conosce Lidia Josepyszyn, anch’essa prigioniera deportata dalla Polonia, che diventerà sua moglie e con cui fa ritorno in Italia. Longoni riprende a lavorare: dopo il fallimento dell’azienda in cui è impiegato, decide di dedicarsi totalmente all’arte. Partendo dalla grafica, l’arte di Longoni si apre alla pittura, all’illustrazione, alla scultura. Collabora per molte riviste, tra cui «Quattroruote», «Imago», «Humor Graphic», «Abitare», «Le arti»; negli anni Sessanta è chiamato a illustrare le sovraccoperte dei classici della letteratura italiana della Mondadori. Tra i libri illustrati da Longoni si ricordano: Le avventure di Pinocchio (1963), Bacco in Toscana di Francesco Redi (1967), Il paese dei maghi di Pinin Carpi (1974).

Lo studio di architettura BBPR sceglie di collaborare con Alberto Longoni – oltre che con Picasso, Léger e Guttuso – per la realizzazione degli spazi del Museo monumento al deportato politico e razziale di Carpi, inaugurato nel 1973. Qui l’artista realizza un grande graffito sul tema della deportazione nell’Europa nazifascista.

Ha ricevuto molteplici riconoscimenti e premi per la sua attività di artista. Sue mostre personali si sono tenute in Italia – le più recenti al Museo del Paesaggio di Verbania (2008) e al Museo monumento al deportato di Carpi (2016) – oltre che in Francia, Svizzera, Danimarca, Germania e Austria, Polonia, Stati Uniti. Dal 1986 per problemi di salute, Longoni lascia l’amata Milano per Emo di Crodo. Muore a Miazzina il 7 dicembre 1991.


Alberto Longoni. Guerra Prigionia Libertà

Dal 4 al 27 maggio 2018

Inaugurazione 3 maggio ore 18

Casa della Memoria

Via Federico Confalonieri 14, Milano (M5 Isola M2 Garibaldi)

Lunedì – venerdì: dalle 9.00 alle 17.00

Sabato – domenica: dalle 10 alle 18

Ingresso gratuito

02 88444102

casadellamemoria@comune.milano.it

www.facebook.com/casadellamemoria/

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